Jean Paul Trio - Leonardo Finotti

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Jean Paul Trio

I Nostri Artisti > Trii con pianoforte


www.triojeanpaul.de


Stagione 2017 2018
Disponibilità dei periodi:


Proposte di programma:

1) F. Schubert Trio in Si magg.op. 99   
A. Dvorák Trio in Fa minore op. 65

2) L. v. Beethoven Trio in Mi magg.  op. 1 n.1
Haydn uno dei Trii
F. Schubert Trio in Si magg. op. 99

3)L. v. Beethoven  Trio in Mi magg. op. 1 n.1
Haydn uno dei Trii
A. Dvorák Trio in Fa minore op. 65



Trio Jean Paul   
                                    
Eckart Heiligers   
pianoforte

Ulf Schneider      
violino

Martin Löhr        
violoncello
                                       



                                       
I° premio ai concorsi di Osaka, Melbourne
                         e German Music Competition



“Le interpretazioni del Trio Jean Paul possiedono il segno di un’intelligenza che trasmette la gioia del suono e ricche di una curiosità passionale: drammaticamente sorprendenti ma sempre di una chiarezza delicata, solisticamente proposte ma pervase da un senso poetico del dialogo strumentale”. Questo scriveva il Tagesspiegel di Berlino a proposito di un concerto del Trio Jean Paul alla Filarmonia berlinese, tanto da essere il credo artistico di questo ensemble, fondato nel 1991, divenuto nel frattempo una delle formazioni da camera oggi più ricche di personalità. La scelta del nome esprime solamente una loro affinità particolare con la musica di Robert Schumann ma anche la scelta  artistica preminente, quella  di fare degli elementi linguistici ed espressivi del testo musicale il punto di partenza delle loro interpretazioni. Questo approccio determina non solo un nuovo modo di lettura delle opere classiche che si rifanno ai principi della musica barocca, ma  attraversa anche l’idea romantica della “musica poetica” , fino alla musica del nostro tempo. Molti celebri composi contemporanei hanno infatti accettato questa loro scelta interpretativa e hanno loro edicato vari trii: Brett Dean, Gordon Kerry, Martin Christoph, Michael Denhoff. Lo sviluppo artistico del Trio è stato segnato dalla loro intensa collaborazione con Hatto Beyerle del quartetto Alban Berg, e da altre sollecitazioni significative ricevute da Nikolaus Harnoncourt e Sir Roger Norrington. Dopo i primi premi ricevuti ai Concorsi Internazionali di Osaka (1993), Melbourne ( 1995) e al German Music Competition- riconoscimento  che da dieci anni non veniva assegnato ad un trio- una intensa attività concertistica si è andata sviluppando, trasformando il Trio Jean Paul in ospite regolare delle grandi metropoli musicali quali Londra, Berlino, Amsterdam, Parigi, Bruxelles e conducendo l’ensemble in tournée in Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Il Trio è egualmente invitato dai Festival Internazionali ( Schleswig-Holstein, Eté de Kissing, Festival di Ludwigsburg, Braunschweig Classix, Schubertiade di Feldkirch, Reinghau Festival, Khumo ). Assai ricca la discografia- i trii di Mendelssohn hanno ricevuto nel 2009 il Super Sonic Award in Lussenburgo , i trii di  Schumann, Beethoven, Brahms e Schoenberg, quest’ultimo Cd ha ricevuto il Deutchen Schallplattenkritik nel 2005.


Rassegna stampa

Musical Pointer, Londra,Trio Jean Paul - Wigmore Hall
Questo recital sensazionale, una delle migliori esperienze musicali di quest’anno, ha confermato la loro statura di livello mondiale, e il suo suono echeggerà nelle mie orecchie per lungo tempo.

The London Times
Trio Jean Paul - Wigmore Hall

Ecco una formazione che sa veramente come sottolineare gli abbellimenti retorici e l’interazione vivace che sono l’essenza della musica da camera.
Una frase interrotta in particolare è stata trattata come un fastidioso punto di domanda rimasto ad incombere in modo sempre più pesante mano a mano che il movimento progrediva. Nel movimento lento anche i silenzi erano cesellati in modo sublime. E i bruschi quanto inattesi cambi di chiave nel presto finale (sbalorditiva esplorazione di questo pezzo nei regni selvaggi dello Sturm und Drang) erano giustamente sconvolgenti.
Per riuscire in queste introspezioni interpretative, il trio dispone di risorse tecniche strabilianti. Il violinista Ulf Schneider e il violoncellista Martin Lohr variavano continuamente il loro  vibrato mentre il pianista Eckart Heiligers,  dal tocco vellutato, sfogliava con virtuosismo incontaminato le diaboliche pagine piene delle semicrome ripetitive di Haydn.

Kieler Nachrichten
Trio Jean Paul, Schleswig- Holstein Festival

I tre musicisti non devono dimostrare un “brio” esteriore perché fanno in modo che la musica di Brahms, in parte esuberante, in parte austera e in parte intima, parli dal di  dentro. Il Trio Jean Paul instilla nell’anima di chi ascolta quello che il giovanissimo Brahms serbava nel cuore. Un’esecuzione irresistibile.

New York Times
Trio Jean Paul, Frick Hall

Il caso ha voluto che negli ultimi mesi partecipassi a molti concerti per trio, ma nessuno è stato così emozionante come quello del Trio Jean Paul alla Frick Collection di domenica pomeriggio. Si potrebbe sollevare la questione della tecnica, che verrebbe subito tralasciata, tanto questi tre tedeschi sono a proprio agio con i loro strumenti che l’abilità fisica è stata data immediatamente per scontata. Più gratificante è stata la sincera ma scrupolosa attenzione per la grammatica e il vocabolario della musica Europea. In Haydn, Schoenberg e Brahms, il trio (Ulf Schneider, violinista, Martin Löhr, violoncellista, ed Eckart Heiligers, pianista) ha dimostrato al pubblico i modi in cui il cambio armonico estende il tempo e ne ordina le frasi, e come il silenzio “si può ascoltare”, creando una tensione del tutto particolare.

Baltimore Sun, Baltimora
Parlando di trio, ce n’è uno tedesco che sembra aver fissato un nuovo standard d’eccellenza in termini di scioltezza tecnica e impatto espressivo. Domenica sera, il Trio Jean Paul ha offerto un’esecuzione elettrizzante alla Shriver Hall Concert Series, un’interpretazione così ricca di carattere, così piena di idee da non voler che finisse mai.
Fondato nel 1991, il Trio Jean Paul ha preso il suo nome dallo pseudonimo usato alla fine del XIX secolo dallo scrittore tedesco Johann Paul Friedrich Richter, che scrisse “l’arte non è il pane, ma il vino della vita”. Secondo quel paragone, il concerto di domenica è un Bordeaux dei migliori.

Die Zeit
Sicuramente Beethoven si può suonare in modi alquanto diversi, come fa per esempio l’ancora giovane Trio Jean Paul (Ars Musici 1335), fondato nel 1991. Le prime battute del trio in sol maggiore op.1 n.2 hanno quasi dato l’impressione di ascoltare una formazione period-instrument, così snello e flessibile è il suono collettivo dei musicisti, così vibrante, geniale e articolato è il loro fraseggio. Il trio per piano di Beethoven ha una prospettiva quasi barocca, come un dialogo a volte arguto in modo intrigante, a volte commovente, ma sempre ben congegnato. La famosa citazione con cui il giovane Beethoven fu ricevuto a Vienna – “lo spirito di Mozart dalle mani di Haydn” – diventa qui un’eredità risonante, come lo sarà in modo sorprendente nel molto più tardo trio in mi bemolle maggiore op.70 n.2.

The Scotsman
Trio Jean Paul, Festival di Edinburgo
Leggevano lo spartito, ma sembrava che suonassero grazie ad un radar musicale, come se le loro sei mani fossero parte di un unico insieme organico: il trio tedesco Jean Paul ha conferito un senso illuminante alla coerenza d’insieme di tre trio per piano. L’analisi finale, ecco dove sta la forza del Trio Jean Paul: chiudete gli occhi e non riuscirete a distinguere i singoli musicisti, ma sarete semplicemente catturati dalla musica stessa.








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